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Category: Blog

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Gestione e rigenerazione degli scarti industriali

IT Risorse sostiene il passaggio a un’economia di tipo circolare che, a differenza di quella odierna e di tipo lineare, prevede la produzione e il consumo attraverso strategie efficaci di riuso insieme alla rigenerazione di quelli che sono gli scarti industriali.

Questa condizione di riusabilità risulta essere indispensabile per il bene dei cittadini e del pianeta, e per raggiungere la carbon neutrality di cui abbiamo bisogno. Inoltre, ciò che è importante tener presente è che in questo modo quello che prima era un costo di smaltimento e trasporto nettamente passivo oggi può produrre nuove risorse economiche, oltre che un minor impatto sul pianeta.

4 esempi virtuosi di rigenerazione degli scarti industriali

In Italia esistono start-up e aziende consolidate che si stanno muovendo in questo campo e che possono essere definite come case study molto interessanti per coloro che vogliono approfondire la logica di un’economia sostenibile. Proprio per questo abbiamo selezionato quattro esempi che a nostro avviso sono molto interessanti e virtuosi.

La carta che evita il consumo di legno

La Cartiera Favini è da anni impegnata nella lotta al consumo di foreste vergini ed è per questo che ha selezionato e creato metodi innovativi per generare carta dall’alga carta usando le alghe infestanti della laguna di Venezia.

Questo e non solo perché sono nati prodotti che utilizzano gli scari delle lenticchie e del mais, in questo modo in un’ottica di consumo, riciclo e nuova vita l’azienda ha collaborato con Pedon produttrice di cereali per creare un binomio vincente per entrambe le realtà. Oggi la nuova frontiera esplorata è quella della carta Refit che utilizza scarti e sottoprodotti della lana e del cotone.

Perché ti citiamo questa azienda? Facile a dirsi: il suo operato ci insegna che all’interno di una logica sostenibile le aziende possono collaborare, sostenersi e non solo. Laddove un’azienda deve smaltire rifiuti un’altra può dar loro nuova vita.

Un nuovo uso degli scarti alimentari

Si chiama Hilife il progetto di collaborazione tra l’Università di Salerno e quella di Messina con le aziende alimentari del territorio per riposizionare gli scarti creati dalla lavorazione industriale dei prodotti agricoli. In particolare, vengono presi in considerazione gli scarti di tre filiere fondamentali della dieta mediterranea come olio, latte e agrumi, che vengono recuperati in maniera sapiente per divenire prodotti di tipo salutistico.

Che si tratti di creme e cosmetici, oppure di alimenti funzionali o nutraceutici, lo scarto diviene un ingrediente utile alla filiera e permette di rientrare in maniera efficiente dei costi: in pratica si vengono a creare nuovi prodotti senza utilizzare le materie prime, facendo così un favore anche alla Terra.

Gli scarti dell’industria alimentari possono spesso contenere delle proprietà nutritive di alto valore che non sono destinate all’alimentazione ma che possono essere reimpiegate da aziende con idee innovative e all’avanguardia.

Le cannucce ecologiche

L’azienda Garofalo, produttrice di pasta di alta qualità è dal 2015 che sta sperimentando processi di produzione di cannucce ecologiche che possano far dismettere l’utilizzo della plastica. La Garofalo ha inventato delle cannucce di pasta: ecosostenibili e facili da smaltire che utilizzano per di più quella quota di pasta che andrebbe scartata durante la lavorazione. In questo modo hanno evitato lo spreco alimentare, lo smaltimento di rifiuti e generato un business profittevole mettendo davvero in moto un processo di economia circolare virtuoso e intelligente.

Gli agrumi possono creare fibre per tessuti

L’azienda OrangeFiber con sede a Catania e in collaborazione con il Politecnico di Milano ha brevettato a livello internazionale un processo produttivo che permette agli scarti alimentari della coltivazione di agrumi.

Da questi prodotti si estrae la cellulosa e da essa si generano filati che possono cambiare il mondo dell’industria della moda passando dal fast fashion alla creazione green e consapevole. Questo è davvero un modo intelligente e interessante di pensare al riuso di prodotti che possono cambiare completamente forma e utilizzo.

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Logistica sostenibile, cosa c’è da sapere

IT Risorse è sicura che una logica sostenibile apra nuove opportunità per le aziende e che sia la giusta impalcatura per aprire nuovi modelli di business smart che riescano non solo a migliorare i consumi ma anche a dare maggiore spinta all’economia.

La supply chain green è una logica davvero interessante ed ecco perché oggi abbiamo voglia di parlartene così che tu possa non solo capirne di più ma anche intuire perché si adatti a tutte le sue specifiche esigenze di consumo. Per le aziende ridurre l’impatto ambientale deve essere una delle priorità di sviluppo anche per migliorare quello che è l’efficientamento della produzione aziendale e al contempo permetterebbe di ridurre le emissioni e combattere il cambiamento climatico in atto.

La supply chain al servizio delle aziende

Secondo noi la supply chain adattata a una logica sostenibile permette di avere una pianificazione di quelle che sono le attività aziendali in modo smart e una gestione più efficiente e veloce. Una catena green e ben pensata permette di avere una maggiore consapevolezza a partire dall’acquisto delle materie prime fino ad arrivare al consumatore finale.

In questo modo non solo si riuscirà a dare maggiore longevità ai prodotti di consumo ma anche eliminare il problema dello smaltimento dando nuova vita agli stessi. Siamo certi che sia un vantaggio per tutti portare avanti in modo deciso una transizione a livello globale che produca aziende e modelle di business capaci di trasformare le risorse aprendosi a nuove opportunità di sviluppo.

Tieni conto che l’inquinamento costa non solo a te come cittadino ma anche alle aziende che sprecano e riducono i margini di guadagno, includere invece una pianificazione appropriata genererà risparmi economici notevoli.

Una logistica ecosostenibile

Tutto parte dalla possibilità di approntare una logistica che sia davvero green ed ecosostenibile, ma di cosa stiamo parlando nello specifico? Della rivoluzione di tutta la catena commerciale partendo da quella degli approvvigionamenti fino agli acquisti e alle vendite, creando una collaborazione stretta e un connubio di intenti tra PA e aziende si potrà intervenire mantenendo tutto sotto un profilo ambientale di ecosostenibilità e innovazione.

Ciò non comporterà solo un minor impatto sull’ambiente urbano e inurbano ma anche:

  • Sprechi ridotti. E quindi maggiori dividendi per le aziende.
  • Ottimizzazione dei processi di consumo e riuso. Questo comporterà per le imprese ritorni di budget importanti e anche di immagine.
  • Ottimizzazione delle consegne delle merci e dei prodotti con soluzioni di trasporto innovative e/o condivise. Questo permette di ridurre i costi.

In questo modo i territori cittadini saranno gestiti con maggiore efficienza e le strutture operative smart permetteranno di ridurre traffico, tempi di percorrenza e consumi energetici per i trasporti, oltre ovviamente, a limitare le emissioni di gas serra. Questo possiamo farlo ottimizzando le infrastrutture esistenti.

Come puoi vedere tu stesso esistono vantaggi per ogni singola parte in causa in una logistica sostenibile ed è per questo che il futuro dovrà essere pensato in questo modo. Anche gli e-Commerce con la logistica dell’ultimo miglio ovvero la differenziazione del processo distributivo pensato per essere il più vicino possibile a quelli che saranno i punti di consegna finale possono contribuire in modo efficiente a una logica green che sia anche smart e performante a livello aziendale ed economico.

Come definire l’obiettivo della logistica green

Chiudiamo il nostro cerchio cercando di fare il punto della situazione di quelli che sono i punti fondamentali che porteranno al successo la logistica green. In questo modo avrai un’idea chiara di come agire e di quali sono le scelte che le aziende dovranno fare nel futuro.

  • Promozione del riciclo. Il riuso e il riciclo diventeranno dei punti cardine della supply chain ecosostenibile perché permetteranno a consumatori e aziende di risparmiare e di salvaguardare al contempo le aziende.
  • Il packaging ecosostenibile. Per gli e-commerce e i servizi di spedizione dotarsi di packaging green sarà un must importantissimo e permetterà di ridurre sprechi e sostanze inquinanti immesse nell’ambiente. Se poi teniamo conto che secondo una ricerca di Harvard le nuove generazioni per il 75% preferiscono acquistare da store consapevoli ne traiamo la conclusione che vi sarà anche un ritorno di immagine aziendale non indifferente.
  • Trasporti green. Ottimizzare i trasporti, utilizzare veicoli green ed evitare sprechi di spazio sarà il futuro della mobilità delle merci e dei prodotti.

Includere tutto questo all’interno delle logiche di governance aziendale permetterà di contenere i rischi, abbassare la possibilità di subire danni aziendali ma anche di evitare rallentamenti nelle attività produttive e di trasporto.

 Permetterà quindi di ottenere benefici di brand awareness e reputation oltre che migliorare il rapporto con partner e fornitori e infine si realizzeranno delle supply chain davvero più corte e quindi sicure e remunerative.

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Vita da camionista: suggerimenti utili per il proprio benessere

I camionisti e le camioniste, sono lavoratori sottoposti a grandi sollecitazioni di tipo fisico e psicologico, spesso chi si immagina la loro vita pensa a uno stile ribelle ma sebbene possa essere affascinante dobbiamo dirti che questo lavoro è davvero difficile per chi lo prova sulla sua pelle.

Viaggi lunghi, orari di lavoro continuativi ed estenuanti portano stress, pericoli e anche momenti di vera e propria noia. La scelta di correre lungo la strada è sicuramente, molto spesso, partita da una grande passione ma è spesso anche una necessità lavorativa che deve andare incontro ai diversi mutamenti del settore adeguandosi di volta in volta molto in fretta.

Se sei un camionista o intendi diventarlo sai che il camion è una seconda casa ed è per questo che devi imparare piccoli trucchi che ti permetteranno di vivere al meglio in piccoli spazi ristretti; personalizzare e rendere funzionale l’ambiente è il miglior modo che hai a disposizione.

3 consigli fondamentali per il proprio benessere sulla strada

Siamo dalla tua parte e vogliamo renderti la vita sempre più semplice ecco perché abbiamo selezionato alcuni consigli pratici di cui dovresti tener conto per mantenere la tua vita da camionista sana e fruttuosa anche per il tuo benessere psicofisico.

Preoccuparsi di mangiare in modo sano

Quando si è on the road può capitare di trascurare il proprio cibo e mangiare male è il primo problema che può capitare a chi fa la vita del camionista. Non pensare a sé stessi per concentrarsi esclusivamente sul lavoro però non è proficuo a livello di benessere personale e, sul lungo periodo, nemmeno per l’efficienza lavorativa.

Per questo ti consigliamo di fare pasti frequenti e leggeri che ti mantengano in forze ma sveglio, che non appesantiscano e siano poveri di grasso. L’ideale per te sarebbe avere un piccolo frigo di bordo dove tenere pasti già preparati che ti permettano di intervallare colazione, pranzo e cena con spuntini a base di frutta e frutta secca.

Stando molto tempo seduti è bene non esagerare con il sale e con i condimenti in generale ed evitare di bere bevande troppo zuccherate o dolci preferendo acqua, tisane e the che hanno funzioni depurative, dissetano e mantengono in forze.

Tenere la mente sempre attiva è d’obbligo

La mente di un camionista è curiosa e pronta e guidare per tante ore può essere noioso ed è per questo che per evitare che la noia prenda il sopravvento sulla tua vita penalizzando la sua qualità e portandoti a pericolose distrazioni dovresti tenere sempre la mente impegnata.

Per fare questo ti consigliamo di ascoltare ottimi audiolibri: tengono la mente attiva, raccontano storie avvincenti e sarà come leggere mentre si è al volante; anche ascoltare musica può essere davvero importante per combattere noia e malcontento.

Il sonno deve essere una priorità

Essere efficienti e dover rispettare tabelle orarie davvero stringate può non aiutarti a dare al sonno la giusta priorità; eppure, devi: è importante per la tua sicurezza alla guida ma anche al processo naturale del corpo, al suo benessere che è la tua salute.

Capire come isolarsi dai rumori esterni con cuffie o l’ascolto di musica rilassante e da camera è davvero importante così come investire un piccolo budget per avere materasso e cuscini comodi e che possano sostenere in maniera adeguata il corpo.

Il benessere un punto fermo per performare al meglio

Ogni camionista deve tener conto che il proprio benessere fisico e mentale è una priorità di estrema importanza per poter lavorare al meglio ma anche per godersi il lavoro e la vita oltre di esso. Per questo dormire in modo confortevole, stimolare la propria curiosità e voglia di imparare al volante per una mente sveglia e attiva e mangiare sano sono dei punti fondamentali dai quali partire per costruire una routine di viaggio efficace ed efficiente.

In questo modo tutte le ore passate a guidare su di un camion non saranno solo lavorative ma anche un processo continuo di mantenimento del proprio benessere psicofisico.

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Cobat la piattaforma di servizi per l’economia circolare

IT Risorse ha davvero a cuore le soluzioni per l’economia circolare e l’approccio olistico, proprio per questo oggi vogliamo parlarti di Cobat, una piattaforma di servizi che aiuta le aziende a crescere tenendo conto di uno sviluppo sostenibile dell’economia.

Sappiamo tutti quanto sia importante tenere conto di quelle che sono le esigenze dell’intero ecosistema mondiale e di come sia di fondamentale importanza non arrestare l’economia ma trasformarla in qualcosa di virtuoso che apporti benefici a entrambi i mondi.

I benefici dell’economia circolare

Questo nuovo paradigma economico si occupa di essere anche sostenibile e a basso impatto con lo scopo prefissato di conservare nel tempo il valore prodotto dall’economia eliminando però l’apporto nocivo dell’industrializzazione.

Questo porterà anche a maggiore efficienza e a un metodo smart che riesca a slegare le imprese e i territori ad esse collegati dal consumare ed esaurire le risorse naturali. Siamo sicuri che una transizione di questo tipo sia indispensabile e possa apportare alla tua vita enormi vantaggi e così anche alle aziende:

  • Ottimizzazione della disponibilità delle materie prime.
  • Riduzione dell’impatto ambientale dell’economia.
  • Crescita economica.
  • Grande impulso alla crescita.

E una vita migliore per tutti noi con prodotti che consentano un risparmio economico non indifferente sul lungo periodo grazie alla loro maggiore durevolezza, a processi di rielaborazione e riutilizzo dei prodotti usati e un miglioramento sostanziale della qualità di vita per tutti, ovunque nel mondo.

La transizione ecologia dell’industria come può essere portata avanti?

Un modello economico basato, come quello attuale, porta perdite di valore e un consumo e produzione non più sostenibile per l’essere umano e l’ambiente che vive. Gli scenari che gli analisti portano alla luce del giorno richiedono, secondo IT Risorse, un cambio di strategia che sia immediato e viri verso una transizione ecologica immediatamente.

Ecco perché piattaforme come Cobat che permettono di ottimizzare ogni tipo di processo e forniscono consulenza e servizi per l’innovazione tecnologica ecosostenibile sono da conoscere poiché permettono ad aziende e cittadini di avere grandi benefici. Servizi che permettano di avere un approccio a 360° sono l’unico modo davvero utile di progredire in questi termini ed è per questo che mettere insieme aziende preparate per lo stoccaggio dei rifiuti, per il recupero dei materiali e per il trattamento è di fondamentale importanza.

Cobat permette di avere una gestione efficace dei prodotti a fine vita, di dare consulenza e formazione alle imprese che vogliono conoscere le migliori soluzioni ed essere protagoniste di uno sviluppo di tipo sostenibile, prevenendo quelli che sono i problemi del trasporto estero.

Le imprese italiane come punto di partenza

Attraverso un approccio a tutto campo e a piattaforme che aiutino il sistema economico a dirigersi verso un’impronta di mutuo aiuto permetterà una transizione circolare ed ecologica nel minor tempo possibile. Solo lavorando a stretto contatto gli imprenditori e le amministrazioni pubbliche potranno scommettere su efficienza, innovazione e ricerca per fornire a tutti voi un servizio sempre più efficiente.

Crediamo davvero che sia possibile, con un po’ di impegno, migliorare non solo lo stoccaggio dei rifiuti ma anche il periodo di vita dei prodotti pensando anche a un utilizzo diverso alla fine del loro ciclo. Ottimizzare i processi, consumare meno energie rinnovabili e non farà risparmiare tempo, budget e aumenterà la produttività dell’intero sistema salvaguardando al contempo il mondo stesso e il suo ecosistema naturale e cittadino.

L’economia circolare: il punto della situazione

È impossibile parlare di economia circolare senza prendere in causa Cobat e tutte le piattaforme logistiche che mirano a fornire soluzioni innovative e smart alle aziende.  Noi di IT Risorse siamo da anni al centro dell’innovazione tecnologica per lo smaltimento dei rifiuti offrendo diverse soluzioni al servizio di aziende e imprenditori ma, quello che vogliamo è portare avanti anche un’idea partecipativa da parte di tutti noi e un’informazione completa sulle tematiche dell’impatto ambientale dell’industria e delle soluzioni più interessanti e innovative.

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È davvero possibile un approccio olistico nel mondo del Trasporto Merci?

Negli ultimi anni i cambiamenti climatici sono divenuti sempre più evidenti e l’attenzione per l’impatto ambientale di ognuno di noi e delle stesse aziende è divenuta una scelta consapevole e di fondamentale importanza.

Emerge per questo l’importanza che può avere l’approccio olistico nel trasporto merci e non solo ma anche in tutta l’industria della logistica per gestire meglio il flusso di beni e dati. In questo modo si potranno avere sistemi che comunicano tra di loro, un approccio smart e un risparmio di budget, risorse e di impatto ambientale.

Le basi dell’approccio olistico nel trasporto merci

IT Risorse sposa questo approccio e l’attenzione all’impatto ambientale che ogni azienda ha non solo sul territorio circostante ma su tutto il pianeta e il suo ecosistema, esseri umani compresi, ed è per questo che crede che alla base di un nuovo approccio olistico ci debbano essere:

  • La capacità di riparare.
  • La capacità di ridurre i costi di produzione e di trasporto.
  • La volontà di rivedere e rinnovare i processi in cerca di nuove soluzioni.
  • La capacità e la volontà di riciclare correttamente.

Mettendo insieme tutti questi fattori avremo la possibilità di approcciare un’economia circolare che sia virtuosa non solo per il pianeta ma faccia bene anche agli stessi affari. Soluzioni logistiche efficienti e innovative saranno alla base di tutto e ci permetteranno di ottimizzare quelli che sono i volumi di produzione e di sfruttamento delle materie prime indispensabili, di ripensare nuovi modelli di utilizzo e riciclo e soprattutto di estendere il ciclo vitale dei beni di consumo.

Questi modelli di business circolari possono avere un grande impatto per ridurre fino a zero le emissioni e per proteggere il nostro ambiente, quello di cui abbiamo bisogno è un sistema nuovo che ci aiuti a immaginare beni e prodotti che possono essere riciclati correttamente, venduti e riportati a nuova vita. Forse non lo sai ma secondo quanto emerge da recenti studi la supply-loop e l’economia circolare possono ridurre fino al 50% la produzione di gas serra e le emissioni di carbonio.

Un approccio circolare alla circolazione dei mezzi

Alla base dei risultati che saremo portati a dover conseguire anche il servizio dei trasporti logistici entra di diritto in un’economia davvero circolare, è possibile farlo ottimizzando i trasporti, il carico dei prodotti ma non solo anche avendo un sistema smart capace di integrare funzionalità e rispondere alle esigenze del personale nel modo migliore possibile.

Si dovranno introdurre nuovi protocolli sull’uso di combustibili poco inquinanti e dare spazio al trasporto elettrico, soprattutto in città, e ridurre la saturazione dei mezzi ovvero di parti non utilizzate e ottimizzate. In alcuni casi si potranno anche aumentare le distanze percorse ma tenendo conto del traffico e della situazione stradale sarà possibile ridurre i consumi di carburante.

All’interno di un approccio davvero olistico del trasporto merci vi è anche, secondo IT Risorse, la possibilità di scambiare i servizi di trasporto e di magazzino: in questo modo ogni asset sarà usato al massimo e si aumenterà l’efficienza proposta al cittadino e alle aziende riducendo i costi ambientali e anche di budget.

L’approccio olistico nel trasporto merci: facciamo il punto della situazione

Il trasporto merci è un campo indispensabile per portare avanti una vera rivoluzione circolare dell’economia; tutto passerà dalla capacità di ottimizzare la rete di trasporti e nella completa circolazione di informazioni riguardanti l’ottimizzazione dei flussi di beni e dati ma anche sull’utilizzo di tecnologie sempre più performanti, migliori carburanti e attenzione ai dettagli ovvero alle condizioni di carico, trasporto, traffico e condizione stradale.

Si dovrà pensare a un nuovo modo di ridare vita ai beni di consumo usati e come aumentare la loro vita potenziale così da dare una mano non solo all’ecosistema ma anche a tutti noi e al contesto industriale che potrà migliorare le performance e ridurre i costi attivi sul budget e come impronta sull’ambiente.

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Il traffico merci in tempo reale con MobilityDataLab

Il trasporto merci è un settore davvero importante per tutta l’industria, ogni girono su strada viaggiano un numero impressionante di professionisti che trasportano tutto ciò che può servirci. Proprio per questo noi di IT Solution pensiamo che questo settore debba essere costantemente aggiornato con le migliorie tecniche e tecnologiche messe in campo da aziende ed esperti del settore.

Per questo oggi vogliamo parlarti di un’iniziativa davvero interessante portata avanti da Infoblu e Octo Telematics. Chi sono i protagonisti del nostro articolo? Vediamoli insieme: Infoblu è una delle prime società italiane per utilizzo di dati GPS ai fini delle informazioni sulla viabilità urbana ed extra-urbana mentre Octo Telematics è un’azienda che da quasi 20 anni fornisce soluzioni di analisi avanzata dei dati per il settore assicurativo.

Che cos’è Mobility Datalab?

È uno strumento di analisi in tempo reale capace di raccogliere informazioni sul traffico di veicoli pesanti e autovetture e di monitorare perfettamente l’andamento della mobilità italiana su base mensile, giornaliera, annuale ma anche geografica permettendo non solo di monitorare gli spostamenti ma anche di dare un’indicazione precisa sull’andamento dell’economia nazionale.

E questo perché, come avevamo detto in precedenza, essa è largamente basata sul trasporto merci su gomma, il Mobility Datalab si configura anche con un preziosissimo strumento per monitorare su base regionale e nazionale il rispetto di quelle che sono le restrizioni in vigore, sulla velocità e sulla lunghezza degli spostamenti.

Il sito messo a disposizione di chiunque voglia visionarlo mette a disposizione degli utenti un set standard di grafici relativi a tutta la mobilità in Italia e viene costruito grazie all’analisi dei flussi e degli indicatori chiave raccolti dai dispositivi Octo Telematics installati su vetture e su veicoli pesanti. Nessun problema di privacy, ovviamente, poiché l’azienda e i suoi dispositivi raccolgono per i big data informazioni su base completamente anonima.

Perché è così importante il progetto Mobility Datalab?

Sebbene i dati del traffico siano un tipo di informazione già diffusa oggi, con le restrizioni pandemiche, sono ancora più importanti per descrivere un andamento generale e la loro importanza va oltre quelle che sono le analisi sulle singole unità su strada. Proprio per questo uno strumento così completo e al servizio degli operatori di settore è di fondamentale importanza per:

  • Analizzare cambiamenti in tempi ridotti.
  • Analizzare nuove strutture di trasporto più smart e veloce.
  • Fare comparazioni e analisi accurate.

Noi di IT Solution pensiamo che l’idea di digitalizzare i dati e di costruire un luogo dove chiunque possa accedervi nel rispetto della privacy sia un modo davvero interessante di produrre ricerche e previsioni che possano portare a un miglioramento della circolazione, a una riduzione dei costi di gestione del trasporto merci e anche a un minor inquinamento. Si potrà inoltre andare ad agire in modo capillare sulle situazioni precise anche su base regionale.

Parlando dell’importanza dei dati statistici raccolti da questo strumento possiamo vedere come vi sia stato un calo del 31% della mobilità dei veicoli leggeri nell’arco del 2021 se messi in relazione con i dati dell’anno precedente e una crescita dei veicoli pesanti su strada del 155%.

Mobility Datalab: il punto della situazione

Questo è uno strumento davvero performante ed efficace che può essere utilizzato da tutti in modo pratico e semplice e che apre agli esperti di settore enormi possibilità di pianificazione e miglioramento del sistema di gestione del trasporto merci su strada.

Il Mobility Datalab è anche un ottimo strumento messo in campo per l’analisi di big data da parte delle istituzioni e delle università che possono monitorare, per esempio, la correlazione tra autocertificazioni, spostamenti e pandemia e avere un quadro ben chiaro della situazione in cui versa l’economia nazionale.

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Trasporto dei rifiuti all’esterno dei confini europei: proteggere l’ambiente e la salute pubblica è la parola d’ordine dell’UE

Il trasporto dei rifiuti è sempre un argomento delicato del quale trattare sia all’interno dei confini nazionali che al di fuori dell’Europa ed è per questo che oggi vogliamo dedicarvi un piccolo approfondimento. Siamo molto sensibili a questi temi e vorremmo che anche tu avessi un quadro quanto più possibile chiaro e preciso della situazione.

Partiamo dai dati: nel 2020 i Paesi europei hanno trasportato e spedito oltre 33 milioni di tonnellate di rifiuti verso paesi extra confine, un incremento sempre più importante ed esponenziale di rifiuti a volte anche pericolosi che vengono smaltiti al di fuori dei nostri confini ed è così che la Commissione Europea dopo aver avviato un’indagine approfondita ha presentato delle norme per allineare l’UE al tema del green, della circolarità e di un maggior rispetto verso l’ambiente urbano e inurbano.

Il 2022 sarà un anno critico e importante per quanto riguarda questo argomento specifico e per la mesa in atto delle norme Europee contenute nel Waste Shipment Regulation.

Trasporto dei rifiuti all’esterno dei confini UE: un passo avanti ma non ancora abbastanza

Sono state varate e in attesa di approvazione una serie di norme e regole che sono improntate a una maggiore consapevolezza ambientale, a un controllo maggiore e allo sfruttamento avanzato delle tecnologie per permettere uno smaltimento dei rifiuti a basso impatto ambientale.

Sebbene sia un passo avanti pe European environmental bureau quello che viene fatto non è ancora abbastanza, ma cosa è questa associazione? È l’insieme delle maggiori ONG, aziende e associazioni ambientaliste europee. Secondo quanto sostenuto attraverso diversi comunicati le regole e le norme non sono abbastanza rigide per assicurare all’Unione Europea e ai suoi cittadini che le sostanze pericolose siano smaltite in modo consono e non combatte efficacemente il traffico illegale.

Lo smaltimento dei rifiuti fuori dai confini europei e il traffico illegale

A nostro avviso il problema e serio e quanto denunciato dall’EEB è vero: secondo le stime il traffico illegale di rifiuti al di fuori dei nostri confini vale quasi 10 miliardi di euro all’anno! Una cifra davvero considerevole che mette a rischio la salute del pianeta, la salute delle persone e la sopravvivenza stessa della nostra specie.

Il volume di rifiuti esportati è per il 50% diretto verso nazioni che non fanno parte dell’Unione Europea e la maggior parte di questi sono rifiuti a rischio diretti verso nazioni povere o in fase di sviluppo che non sono dotati di impianti che potremmo considerare idonei allo smaltimento di questi rifiuti. Se gli interessi economici rimangono il primo e unico fattore primario e smaltire i rifiuti in luoghi extra UE rimarrà il modo migliore per risparmiare nelle operazioni di gestione e di smaltimento ci sarà sempre un problema al quale fare riferimento.

Basandoci sui dati sappiamo che tra i materiali più esportati abbiamo:

  • Acciaio e ferro per 17,5 milioni di tonnellate.
  • Carta e cartone con 6,1 milioni di tonnellate.
  • Plastica per oltre 2,4 milioni di tonnellate.

Molti di questi materiali sono destinati agli inceneritori, spesso non conformi e destinati a modi di smaltimento inadatti e spesso sono anche portati e condotti in modo illegale.

Quali sono i Paesi extra UE nei quali esportiamo rifiuti?

Siccome questo altrove dove trasportiamo rifiuti, anche pericolosi e a rischio, è un luogo e un Paese che si trova sulla mappa dovremmo imparare a conoscerli in modo approfondito ed è per questo che vorremmo parlartene ancora un po’.

La prima nazione per numero di tonnellate che riceve i rifiuti europei è la Turchia con 13,7 milioni di tonnellate importati entro i propri confini, segue l’India con quasi 3 milioni di tonnellate.

Ad aggiungersi alla lista vanno anche Regno Unito e Svizzera con quasi 2 milioni di tonnellate di rifiuti importati. Infine, a chiudere la lista dei Paesi extra europei dove si inviano maggiormente i rifiuti di chi fa parte dell’Unione sono Pakistan e Indonesia con 1,4 milioni di tonnellate all’anno di rifiuti importati.

Quali sono le soluzioni?

Soluzioni facili non esistono, questo è un problema davvero complesso al quale solamente “barando” si possono trovare soluzioni facili, eppure esistono alcuni punti fermi sui quali bisognerebbe maggiormente puntare: per prima cosa la politica dovrebbe cercare di rendere meno conveniente esportare i rifiuti al di fuori dei confini internazionali, puntare su di incentivi che permettano alle aziende di smaltire in modo conveniente e adottare soluzioni di controllo e contrasto ben più rigide.

Infine, come diciamo sempre, tutti dovremmo essere più consapevoli delle nostre azioni e del fatto che come una reazione a catena ciò che succede lontano dai nostri “occhi” arriva comunque a toccarci in modo molto profondo e questi anni di globalizzazione e pandemia dovrebbero avercelo fatto capire in modo incontrovertibile.

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Scenario Italiano dello Smaltimento dei rifiuti pericolosi

In Italia esistono diversi scenari che vanno tenuti sotto controllo e che producono rifiuti pericolosi che devono essere trattati in modo perfetto per la tua sicurezza e per quella di tutto l’ecosistema urbano e naturale.

IT Risorse è da anni al fianco dei propri partner per una gestione ecologica e green di rifiuti di qualsiasi tipo oltre che dell’ambiente e della sua salvaguardia ed è per questo che l’argomento di cui vogliamo parlarti oggi ci sta particolarmente a cuore. Vediamo allora di fare il punto della situazione e di entrare maggiormente in profondità sull’argomento.

Quanti sono gli stabilimenti in Italia che producono rifiuti pericolosi?

Sul suolo italiani esistono 981 siti che trattano sostanze pericolose per l’uomo e per l’ambiente e che se non trasportate e stoccate in sicurezza possono portare gravi danni a tutti noi. Questi impianti si dicono a rischio di incidente rilevante poiché se qualcosa non dovesse andare nel giusto verso potrebbero esserci importanti ripercussioni.

Sebbene tanti pensiono come sostanze pericolose solo alcuni tipi di materiali e prodotti ciò non è vero, per esempio, anche sostanze comuni come ammoniaca e benzina devono essere trasportate con grande attenzione da personale qualificato e competente.

I dati che riportiamo sono emersi dalla ricerca portata avanti dall’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale detto Ispra che il ministro Cingolani ha deciso di rendere pubblico così come le misure adottate per la messa in sicurezza.

Lo scenario nazionale sui rifiuti pericolosi: scendiamo nei dettagli

Questi impianti Seveso sono posizionati lungo tutto lo stivale in modo alquanto difforme, cerchiamo di capire con esattezza i dati e di leggere insieme quelli delle regioni sul podio. La regione Lombardia è quella con più impianti che producono rifiuti pericolosi con ben 257 stabilimenti in totale, a seguire il Veneto con 89 impianti che producono questo tipo di rifiuti e infine l’Emilia Romagna: in questa regione è possibile trovare 84 stabilimenti in totale che producono rifiuti speciali e pericolosi.

A seguire troviamo il resto d’Italia con Piemonte e Campania in testa con rispettivamente 78 e 75 impianti che producono rifiuti altamente inquinanti.

Il problema del Greenwashing

Uno dei problemi principali che devono essere affrontati è quello riguardante il greenwashing ovvero quell’apparato propagandistico e pubblicitario messo in atto dalle aziende produttrici di rifiuti pericolosi e altamente inquinanti. Adottando un comportamento scorretto queste aziende invece di preoccuparsi, seriamente, del problema dello smaltimento e della minimizzazione dell’impatto ambientale nei processi di creazione merci cercano di rivalutare la propria immagine legandosi fittiziamente a politiche ambientali e ai temi ecologici.

I cittadini e le stesse aziende che fanno dell’impatto ambientale un punto cardine dovrebbero vigilare seriamente su quali sono i migliori percorsi da seguire per eliminare rifiuti pericolosi e su come produrne in minor quantità minimizzando alcune procedure laddove possibile.

Il problema etico dello smaltimento rifiuti CSS in Italia

Principalmente a Gubbio, ma anche in altre parti d’Italia tante aziende edili stanno portando avanti un tentativo di greenwashing e di svolta ecologica parlando della possibilità di utilizzare il Combustibile Solido Secondario (CSS).

Bruciando i rifiuti si promette di eliminare il problema dello smaltimento senza tener conto di quello che è l’impatto ambientale, minimizzandolo e nascondendolo dietro altri nominativi. In questo caso i materiali che verranno bruciati possono essere vernici, pneumatici, plastiche, tessuti e molto altro.

La normativa europea però sconsiglia altamente questa pratica e con due direttive: la 850 e la 851 stabiliscono che l’incenerimento dei rifiuti è una pratica recessiva, pericolosa e non virtuosa. In Italia ciò è stato recepito a settembre 2020 attraverso i decreti 116 e 121.

Lo smaltimento dei rifiuti pericolosi sul territorio italiano: uno sguardo d’insieme

Così come stabilito dai decreti del 2020 e come spiegano le direttive europee solo uno smaltimento corretto e ben organizzato dei rifiuti pericolosi può essere davvero considerato virtuoso e questo vuol dire che chi produce o si occupa dello smaltimento di questi prodotti deve avere a cuore l’ambiente.

Posizionarsi nettamente a favore dell’ecosistema urbano, marino e naturale ma anche dalla parte dei cittadini italiani che hanno sul territorio quasi mille aziende produttrici di rifiuti considerati potenzialmente a grande impatto ambientale diventa quindi fondamentale.

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Info utili sul trasporto regolare dei Rifiuti

Chi trasporta rifiuti o vuole iniziare a farlo deve tenere ben presente le normative vigenti e le informazioni più utili in materia. La nuova attenzione alla tutela ambientale e a quelli che sono gli effetti della presenza dell’uomo, e dei suoi rifiuti, su di un ecosistema rende oggi più che mai doveroso conoscere ogni singola mossa da eseguire.

 Vediamo allora nello specifico e nel modo più esaustivo possibile una piccola panoramica su questo mondo e su quelle che sono le informazioni più utili di cui tener conto.

La legge quadro sul trasporto regolare dei Rifiuti

La preoccupazione indotta dal trattamento delle prime scorie nucleari ha portato negli anni Novanta a introdurre, in Italia, e nel resto del mondo il concetto di Ecosistema e quindi un più stringente evoluzione su quello che è il trasporto regolare e lo smaltimento dei rifiuti.  

Addentriamoci in questo mondo e iniziamo ad approfondire le nostre conoscenze su tutto quello che devi sapere e che per te è di fondamentale importanza se lavori in questo ambito. È stato con il D.lgs. 5 febbraio 1997 n.22 che fu creata la prima normativa in materia di traporto dei rifiuti in Italia, tali normative sono state aggiornate e migliorate con il D.Lgs. 3 Aprile 2006 n. 152, noto come Testo Unico. Qui vengono introdotti i concetti di:

  • Difesa del suolo, dell’acqua e dell’aria.
  • Le valutazioni ambientali.
  • La tutela risarcitoria contro i danni all’ambiente.

Tutto ciò per portare a una maggiore protezione di quello che è l’ambiente dove vivi e dell’ecosistema in modo che si possa collaborare per creare uno sviluppo quanto più possibile ecosostenibile.

Chi può svolgere il trasporto di rifiuti?

Chi svolge questo lavoro lo fa per delega del Ministero dell’Ambiente che ha creato l’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali al quale vengono affidate le competenze statali per la gestione dei rifiuti. A livello capillare sul territorio poi sono le Regioni e le Province ad agire a carattere autorizzativo sul territorio.

Quindi se vuoi o devi trasportare rifiuti in modo regolare devi essere autorizzato per le attività di trasporto professionale e iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali e per essere iscritti vengono prefissati dei requisiti specifici in base alla categoria di trasporto rifiuti che si intende trasportare e i codici CER dei suddetti.

Quali sono le categorie per il trasporto dei rifiuti?

Dopo aver introdotto il concetto di categoria di trasporto dei rifiuti è bene elencarle così da rendere ancora più specifica la nostra introduzione alla materia:

ello specifico, ci sono diverse categorie a cui iscriversi per il trasporto dei rifiuti; le principali sono:

  • La raccolta e il trasporto dei rifiuti urbani rientrano nella Categoria 1, tra i quali rientrano anche i rifuti domestici, quelli degli spazi pubblici, della raccolta differenziata o delle potature e altro.
  • I produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che effettuano raccolta e trasporto dei propri rifiuti e produttori di rifiuti pericolosi in quantità inferiori a 30 KG o 3L al giorno rientrano nella Categoria 2bis.
  • La raccolta e il trasporto di rifiuti speciali non pericolosi rientrano nella Categoria 4.
  • La raccolta e il trasporto di rifiuti speciali pericolosi rientrano nella Categoria 5.

Se desideri iscrivere la tua azienda all’ambo all’interno delle categorie 1- 4- 5- 8- 9–10 devi sapere che dovrai nominare almeno un responsabile tecnico che abbia la responsabilità e il compito di vigilare sul rispetto delle norme. Chi può fare il responsabile tecnico? Può essere un soggetto esterno, un dipendente oppure il rappresentante o titolare della stessa azienda.

Questo tipo di idoneità professionale richiede un titolo abilitativo conseguito dopo un esame specifico con validità di 5 anni.

Trasporto rifiuti per conto terzi

Quando con la tua azienda intendi trasportare rifiuti per conto di terzi devi sapere che sei vincolato alla tipologia di rifiuti trasportati ovvero il rifiuto di che provenienza è? Industriale oppure urbano e infine alla sua natura di rifiuto pericoloso o non pericoloso.

Ogni categoria di iscrizione è divisa in classi che vanno dalla F alla A e vengono determinate in base alla popolazione servita per i rifiuti di tipo urbano e alla quantità di rifiuti trasportati per quelli di tipo industriale.

Inoltre, devi sapere che tutti i veicoli utilizzati dovranno essere sottoposti a perizia di idoneità e che ti verranno richiesti specifici requisiti come la nomina di un responsabile tecnico, come ti abbiamo già detto, e la dimostrazione della Capacità Finanziaria di agire per Conto Terzi.

Trasporto rifiuti per conto proprio

Un soggetto di tipo privato può trasportare autonomamente i propri rifiuti senza limitazioni di quantità. Tuttavia, è bene specificare che le iscrizioni per questo tipo di trasporto aziendale sono vincolate all’attività della compagnia.

Cosa vuol dire? Semplice: puoi trasportare un rifiuto solo se oggettivamente deriva dalla tua attività, non ti è consentito trasportare nessun altro tipo di rifiuto. In questo caso non dovrai nominare un responsabile tecnico e neppure sottoporre a perizia i mezzi di trasporto.

Obblighi di Trasporto Rifiuti

Per concludere questa nostra esplorazione del mondo del trasporto regolare di rifiuti vediamo quali sono gli obblighi e le condizioni amministrative. Durante il trasporto devi avere con te il Formulario Identificativo del Rifiuto, un documento identificativo denominato per l’appunto FIR.

L’unica eccezione è il produttore di rifiuti non pericolosi che traporti gli stessi in modo occasionale e saltuario, non più di 4 volte l’anno quindi, e in quantità inferiori ai 30 chilogrammi o litri al giorno e comunque meno di 100 chilogrammi o litri l’anno.

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IT Risorse: il nuovo sito è ora pronto

Da sempre IT Risorse è al servizio di tutti coloro che vogliono far parte del cambiamento ecologico, un cambiamento che il pianeta stesso ci richiede. Siamo efficienti e con una vision ambiziosa portata sul lungo periodo e abbiamo deciso di dimostrarlo, anche, rinnovando completamente il nostro sito.

Il sito web per noi non rappresenta soltanto una vetrina ma anche una modalità per comunicare direttamente con le persone e per dimostrare la nostra presenza costante, l’impegno e la voglia di far parte di un progetto sempre più ampio e di grande respiro.

L’intento del nuovo sito è proprio questo: instaurare un rapporto continuativo e partecipativo con le persone che richiedono i nostri servizi che ci impegniamo a fornire con serietà. Abbiamo come obiettivo quello di iniziare il nuovo anno ricercando efficienza ed efficacia, puntare al meglio e raggiungerlo è proprio quello che vogliamo ed è per questo che il nuovo sito è più veloce e performante di prima.

Un’azienda smart

Con il nuovo portale, IT Risorse vuole essere ancora più smart ed efficiente, abbiamo puntato ad avere un sito veloce e di facile utilizzo che avesse maggiore fluidità per agevolare i nostri potenziali clienti. Nell’era moderna il tempo è tutto, lo è per Google ma anche per gli imprenditori che ci scelgono, ed è per questo che vogliamo presentarci loro con un sito nuovo di zecca, altamente performante. Perdere troppo tempo a cercare quello di cui si ha bisogno non porta a nulla e da oggi siamo sicuri che chiunque desideri avere supporto da parte della nostra azienda saprà trovare facilmente tutte le risposte che cerca, in tempi brevi.

Infine, sappiamo che solo stando al passo con i tempi possiamo offrire concorrenzialità e questo deve riflettersi anche sulla nostra vetrina online. Conosciamo le tendenze di internet e sappiamo che le persone hanno cambiato completamente il loro modo di navigare, tutto cambia e noi dobbiamo adeguarci per essere sempre al meglio. Il nostro sito web, oggi, è in grado di soddisfare tutte le esigenze diverse e ad essere scattante.

Restyling completo

Durante gli anni di esperienza sul campo sono tante le novità che pian piano si accumulano: nuove idee, testi maggiormente precisi e mirati verso un obiettivo comune. Anche per un’azienda come la nostra con una forte identità il tempo porta maggiore consapevolezza, la vision e la mission rimangono uguali ma si impara sul campo come rendere il percorso verso la meta più agevole, preciso e mirato.

Rinnoviamo l’aspetto del nostro sito non solo perché vogliamo una ventata d’aria fresca ma per scoprire un nuovo tono di voce, perché il nostro obiettivo primario è sempre quello di migliorarci, giorno dopo giorno, ed essere pronti a fornire un biglietto da visita quanto più scintillante e professionale possibile a chi vorrà sceglierci per avere la miglior esperienza possibile.

Quindi perché non essere sempre pronti a rispondere a ogni esigenza dei nostri clienti con un look più accattivante?

Un tipo di informazione tutto nuovo

La comunicazione con i nostri clienti diventa più attenta alle loro esigenze e alla creazione di contenuti di valore che possano davvero fare la differenza. Sappiamo che questo è un servizio aggiuntivo che volevamo dare a tutti e che aveva bisogno di un nuovo sito e così ecco che l’azienda diventa pronta a inaugurare la sua sezione News dove sarà possibile per:

  • Clienti di lungo corso.
  • Nuovi partner che ci accompagneranno lungo il percorso.
  • Chi vuole semplicemente maggiori chiarimenti sul percorso green che un’azienda può intraprendere.

Trovare informazioni utili e precise sulle normative vigenti, sui modi di muoversi per una gestione ecologica e su molto altro ancora.