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Cobat la piattaforma di servizi per l’economia circolare

IT Risorse ha davvero a cuore le soluzioni per l’economia circolare e l’approccio olistico, proprio per questo oggi vogliamo parlarti di Cobat, una piattaforma di servizi che aiuta le aziende a crescere tenendo conto di uno sviluppo sostenibile dell’economia.

Sappiamo tutti quanto sia importante tenere conto di quelle che sono le esigenze dell’intero ecosistema mondiale e di come sia di fondamentale importanza non arrestare l’economia ma trasformarla in qualcosa di virtuoso che apporti benefici a entrambi i mondi.

I benefici dell’economia circolare

Questo nuovo paradigma economico si occupa di essere anche sostenibile e a basso impatto con lo scopo prefissato di conservare nel tempo il valore prodotto dall’economia eliminando però l’apporto nocivo dell’industrializzazione.

Questo porterà anche a maggiore efficienza e a un metodo smart che riesca a slegare le imprese e i territori ad esse collegati dal consumare ed esaurire le risorse naturali. Siamo sicuri che una transizione di questo tipo sia indispensabile e possa apportare alla tua vita enormi vantaggi e così anche alle aziende:

  • Ottimizzazione della disponibilità delle materie prime.
  • Riduzione dell’impatto ambientale dell’economia.
  • Crescita economica.
  • Grande impulso alla crescita.

E una vita migliore per tutti noi con prodotti che consentano un risparmio economico non indifferente sul lungo periodo grazie alla loro maggiore durevolezza, a processi di rielaborazione e riutilizzo dei prodotti usati e un miglioramento sostanziale della qualità di vita per tutti, ovunque nel mondo.

La transizione ecologia dell’industria come può essere portata avanti?

Un modello economico basato, come quello attuale, porta perdite di valore e un consumo e produzione non più sostenibile per l’essere umano e l’ambiente che vive. Gli scenari che gli analisti portano alla luce del giorno richiedono, secondo IT Risorse, un cambio di strategia che sia immediato e viri verso una transizione ecologica immediatamente.

Ecco perché piattaforme come Cobat che permettono di ottimizzare ogni tipo di processo e forniscono consulenza e servizi per l’innovazione tecnologica ecosostenibile sono da conoscere poiché permettono ad aziende e cittadini di avere grandi benefici. Servizi che permettano di avere un approccio a 360° sono l’unico modo davvero utile di progredire in questi termini ed è per questo che mettere insieme aziende preparate per lo stoccaggio dei rifiuti, per il recupero dei materiali e per il trattamento è di fondamentale importanza.

Cobat permette di avere una gestione efficace dei prodotti a fine vita, di dare consulenza e formazione alle imprese che vogliono conoscere le migliori soluzioni ed essere protagoniste di uno sviluppo di tipo sostenibile, prevenendo quelli che sono i problemi del trasporto estero.

Le imprese italiane come punto di partenza

Attraverso un approccio a tutto campo e a piattaforme che aiutino il sistema economico a dirigersi verso un’impronta di mutuo aiuto permetterà una transizione circolare ed ecologica nel minor tempo possibile. Solo lavorando a stretto contatto gli imprenditori e le amministrazioni pubbliche potranno scommettere su efficienza, innovazione e ricerca per fornire a tutti voi un servizio sempre più efficiente.

Crediamo davvero che sia possibile, con un po’ di impegno, migliorare non solo lo stoccaggio dei rifiuti ma anche il periodo di vita dei prodotti pensando anche a un utilizzo diverso alla fine del loro ciclo. Ottimizzare i processi, consumare meno energie rinnovabili e non farà risparmiare tempo, budget e aumenterà la produttività dell’intero sistema salvaguardando al contempo il mondo stesso e il suo ecosistema naturale e cittadino.

L’economia circolare: il punto della situazione

È impossibile parlare di economia circolare senza prendere in causa Cobat e tutte le piattaforme logistiche che mirano a fornire soluzioni innovative e smart alle aziende.  Noi di IT Risorse siamo da anni al centro dell’innovazione tecnologica per lo smaltimento dei rifiuti offrendo diverse soluzioni al servizio di aziende e imprenditori ma, quello che vogliamo è portare avanti anche un’idea partecipativa da parte di tutti noi e un’informazione completa sulle tematiche dell’impatto ambientale dell’industria e delle soluzioni più interessanti e innovative.

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Il traffico merci in tempo reale con MobilityDataLab

Il trasporto merci è un settore davvero importante per tutta l’industria, ogni girono su strada viaggiano un numero impressionante di professionisti che trasportano tutto ciò che può servirci. Proprio per questo noi di IT Solution pensiamo che questo settore debba essere costantemente aggiornato con le migliorie tecniche e tecnologiche messe in campo da aziende ed esperti del settore.

Per questo oggi vogliamo parlarti di un’iniziativa davvero interessante portata avanti da Infoblu e Octo Telematics. Chi sono i protagonisti del nostro articolo? Vediamoli insieme: Infoblu è una delle prime società italiane per utilizzo di dati GPS ai fini delle informazioni sulla viabilità urbana ed extra-urbana mentre Octo Telematics è un’azienda che da quasi 20 anni fornisce soluzioni di analisi avanzata dei dati per il settore assicurativo.

Che cos’è Mobility Datalab?

È uno strumento di analisi in tempo reale capace di raccogliere informazioni sul traffico di veicoli pesanti e autovetture e di monitorare perfettamente l’andamento della mobilità italiana su base mensile, giornaliera, annuale ma anche geografica permettendo non solo di monitorare gli spostamenti ma anche di dare un’indicazione precisa sull’andamento dell’economia nazionale.

E questo perché, come avevamo detto in precedenza, essa è largamente basata sul trasporto merci su gomma, il Mobility Datalab si configura anche con un preziosissimo strumento per monitorare su base regionale e nazionale il rispetto di quelle che sono le restrizioni in vigore, sulla velocità e sulla lunghezza degli spostamenti.

Il sito messo a disposizione di chiunque voglia visionarlo mette a disposizione degli utenti un set standard di grafici relativi a tutta la mobilità in Italia e viene costruito grazie all’analisi dei flussi e degli indicatori chiave raccolti dai dispositivi Octo Telematics installati su vetture e su veicoli pesanti. Nessun problema di privacy, ovviamente, poiché l’azienda e i suoi dispositivi raccolgono per i big data informazioni su base completamente anonima.

Perché è così importante il progetto Mobility Datalab?

Sebbene i dati del traffico siano un tipo di informazione già diffusa oggi, con le restrizioni pandemiche, sono ancora più importanti per descrivere un andamento generale e la loro importanza va oltre quelle che sono le analisi sulle singole unità su strada. Proprio per questo uno strumento così completo e al servizio degli operatori di settore è di fondamentale importanza per:

  • Analizzare cambiamenti in tempi ridotti.
  • Analizzare nuove strutture di trasporto più smart e veloce.
  • Fare comparazioni e analisi accurate.

Noi di IT Solution pensiamo che l’idea di digitalizzare i dati e di costruire un luogo dove chiunque possa accedervi nel rispetto della privacy sia un modo davvero interessante di produrre ricerche e previsioni che possano portare a un miglioramento della circolazione, a una riduzione dei costi di gestione del trasporto merci e anche a un minor inquinamento. Si potrà inoltre andare ad agire in modo capillare sulle situazioni precise anche su base regionale.

Parlando dell’importanza dei dati statistici raccolti da questo strumento possiamo vedere come vi sia stato un calo del 31% della mobilità dei veicoli leggeri nell’arco del 2021 se messi in relazione con i dati dell’anno precedente e una crescita dei veicoli pesanti su strada del 155%.

Mobility Datalab: il punto della situazione

Questo è uno strumento davvero performante ed efficace che può essere utilizzato da tutti in modo pratico e semplice e che apre agli esperti di settore enormi possibilità di pianificazione e miglioramento del sistema di gestione del trasporto merci su strada.

Il Mobility Datalab è anche un ottimo strumento messo in campo per l’analisi di big data da parte delle istituzioni e delle università che possono monitorare, per esempio, la correlazione tra autocertificazioni, spostamenti e pandemia e avere un quadro ben chiaro della situazione in cui versa l’economia nazionale.

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Scenario Italiano dello Smaltimento dei rifiuti pericolosi

In Italia esistono diversi scenari che vanno tenuti sotto controllo e che producono rifiuti pericolosi che devono essere trattati in modo perfetto per la tua sicurezza e per quella di tutto l’ecosistema urbano e naturale.

IT Risorse è da anni al fianco dei propri partner per una gestione ecologica e green di rifiuti di qualsiasi tipo oltre che dell’ambiente e della sua salvaguardia ed è per questo che l’argomento di cui vogliamo parlarti oggi ci sta particolarmente a cuore. Vediamo allora di fare il punto della situazione e di entrare maggiormente in profondità sull’argomento.

Quanti sono gli stabilimenti in Italia che producono rifiuti pericolosi?

Sul suolo italiani esistono 981 siti che trattano sostanze pericolose per l’uomo e per l’ambiente e che se non trasportate e stoccate in sicurezza possono portare gravi danni a tutti noi. Questi impianti si dicono a rischio di incidente rilevante poiché se qualcosa non dovesse andare nel giusto verso potrebbero esserci importanti ripercussioni.

Sebbene tanti pensiono come sostanze pericolose solo alcuni tipi di materiali e prodotti ciò non è vero, per esempio, anche sostanze comuni come ammoniaca e benzina devono essere trasportate con grande attenzione da personale qualificato e competente.

I dati che riportiamo sono emersi dalla ricerca portata avanti dall’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale detto Ispra che il ministro Cingolani ha deciso di rendere pubblico così come le misure adottate per la messa in sicurezza.

Lo scenario nazionale sui rifiuti pericolosi: scendiamo nei dettagli

Questi impianti Seveso sono posizionati lungo tutto lo stivale in modo alquanto difforme, cerchiamo di capire con esattezza i dati e di leggere insieme quelli delle regioni sul podio. La regione Lombardia è quella con più impianti che producono rifiuti pericolosi con ben 257 stabilimenti in totale, a seguire il Veneto con 89 impianti che producono questo tipo di rifiuti e infine l’Emilia Romagna: in questa regione è possibile trovare 84 stabilimenti in totale che producono rifiuti speciali e pericolosi.

A seguire troviamo il resto d’Italia con Piemonte e Campania in testa con rispettivamente 78 e 75 impianti che producono rifiuti altamente inquinanti.

Il problema del Greenwashing

Uno dei problemi principali che devono essere affrontati è quello riguardante il greenwashing ovvero quell’apparato propagandistico e pubblicitario messo in atto dalle aziende produttrici di rifiuti pericolosi e altamente inquinanti. Adottando un comportamento scorretto queste aziende invece di preoccuparsi, seriamente, del problema dello smaltimento e della minimizzazione dell’impatto ambientale nei processi di creazione merci cercano di rivalutare la propria immagine legandosi fittiziamente a politiche ambientali e ai temi ecologici.

I cittadini e le stesse aziende che fanno dell’impatto ambientale un punto cardine dovrebbero vigilare seriamente su quali sono i migliori percorsi da seguire per eliminare rifiuti pericolosi e su come produrne in minor quantità minimizzando alcune procedure laddove possibile.

Il problema etico dello smaltimento rifiuti CSS in Italia

Principalmente a Gubbio, ma anche in altre parti d’Italia tante aziende edili stanno portando avanti un tentativo di greenwashing e di svolta ecologica parlando della possibilità di utilizzare il Combustibile Solido Secondario (CSS).

Bruciando i rifiuti si promette di eliminare il problema dello smaltimento senza tener conto di quello che è l’impatto ambientale, minimizzandolo e nascondendolo dietro altri nominativi. In questo caso i materiali che verranno bruciati possono essere vernici, pneumatici, plastiche, tessuti e molto altro.

La normativa europea però sconsiglia altamente questa pratica e con due direttive: la 850 e la 851 stabiliscono che l’incenerimento dei rifiuti è una pratica recessiva, pericolosa e non virtuosa. In Italia ciò è stato recepito a settembre 2020 attraverso i decreti 116 e 121.

Lo smaltimento dei rifiuti pericolosi sul territorio italiano: uno sguardo d’insieme

Così come stabilito dai decreti del 2020 e come spiegano le direttive europee solo uno smaltimento corretto e ben organizzato dei rifiuti pericolosi può essere davvero considerato virtuoso e questo vuol dire che chi produce o si occupa dello smaltimento di questi prodotti deve avere a cuore l’ambiente.

Posizionarsi nettamente a favore dell’ecosistema urbano, marino e naturale ma anche dalla parte dei cittadini italiani che hanno sul territorio quasi mille aziende produttrici di rifiuti considerati potenzialmente a grande impatto ambientale diventa quindi fondamentale.